Acconto e caparra, trattamenti diversi ai fini dell’IVA

IVA - i diversi istituti giuridici dell’acconto e della caparra (confirmatoria o penitenziale) versati all’atto della stipula
di un contratto
 
19.09.2012
Se, in caso di versamento a titolo di acconto sul corrispettivo pattuito, il cedente deve emettere fattura con addebito
d’imposta (il versamento di un acconto, rappresentando un anticipo del prezzo pattuito, assume infatti rilevanza ai fini
IVA), il denaro versato a titolo di caparra penitenziale è escluso dal campo di applicazione dell’IVA poiché non è
riferibile ne alla cessione di un bene né alla prestazione di un servizio: le somme versate da uno o da entrambi i
contraenti sono, infatti, corrisposte al fine di garantirsi un diritto di recesso.
Analoga sorte per le somme versate a titolo di caparra confirmatoria. Questa, costituendo la liquidazione
convenzionale anticipata del danno in caso di inadempimento di una delle parti, non ha natura di anticipazione del
prezzo pattuito, ma assolve esclusivamente ad una funzione risarcitoria.
Non può quindi costituire il corrispettivo di una cessione di beni o di una prestazione di servizi, non configurandosi di
conseguenza assoggettamento ad IVA per mancanza del presupposto oggettivo. Si applicherà, ricorrendone i
presupposti, l’imposta di registro
 
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